10 Dic, 2021
Cinghiali: LNDC scrive alla Regione Emilia Romagna

Al Presidente della Regione Emilia Romagna
Dott. Stefano Bonaccini
Segreteriapresidente@postacert.regione.emilia-romagna.it

All’Assessore all’Agricoltura
Dott. Alessio Mammi
Agricolturaer@regione.emilia-romagna.it

All’Assessore all’Ambiente
Dott.ssa Irene Priolo
Assterr@regione.emilia-romagna.it

 

Milano 10/12/2021

Illustrissimi,

scrivo ancora una volta in qualità di Presidente di LNDC Animal Protection, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 70 sedi locali e migliaia di soci e volontari in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di sostenitori sui social network.

Ho appreso con grande sconcerto della delibera di giunta regionale che autorizza gli agricoltori alla cosiddetta “autodifesa” contro i cinghiali. Trovo francamente che una decisione del genere sia assolutamente inconcepibile in una Regione che si dovrebbe considerare civile e al passo coi tempi. Di fatto si autorizza una specie di “far west” in cui i proprietari terrieri possono imbracciare un fucile e farsi giustizia da soli, una giustizia sommaria e senza appello basata sulla propria personale percezione dell’eventuale “pericolo” o “minaccia”.

Tra l’altro, basterebbe aver studiato un minimo di etologia per sapere che l’uccisione indiscriminata dei cinghiali non contribuisce affatto a ridurre il problema del sovrappopolamento ma al contrario lo aggrava. Ad esempio, l’uccisione della matriarca – la femmina più esposta essendo quella che sposta i cuccioli – fa in modo che le altre femmine vadano in calore e quindi si riproducano più velocemente. Allo stesso tempo, uccidere i maschi più adulti si lascia spazio a quelli più fertili e attivi.

L’abbattimento “fai da te” affidato quindi ad agricoltori, che dovrebbero aver acquisito esperienza e competenze non si sa in quale modo, non è soltanto crudele ma anche inutile e controproducente. Anziché lasciarsi influenzare da isterismi e farsi sedurre da soluzioni apparentemente facili quanto inefficaci, sarebbe il caso che un’amministrazione responsabile si affidasse alla scienza e prendesse in considerazione altri tipi di interventi che possono davvero risolvere il problema, tutelando la fauna selvatica e l’ambiente oltre agli interessi privati degli agricoltori.

È desolante constatare che ancora una volta si scelga di assecondare gli istinti più primordiali e sanguinari invece di promuovere una cultura del rispetto e della vita. Ancora una volta passa il messaggio che la soluzione a qualsiasi problema è la violenza e l’uccisione indiscriminata. Vi invito quindi a tornare sui vostri passi e prendere in considerazione altri metodi per gestire la popolazione di cinghiali sul territorio, in modo da mandare un messaggio positivo alla cittadinanza e mostrare che i problemi si possono risolvere in maniera davvero efficace senza ricorrere all’uso della forza.

In attesa di un riscontro, porgo distinti saluti.

Il Presidente Nazionale
       Piera Rosati

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