7 Apr, 2022
Conselice (RA) – 1000 volatili uccisi per aviaria in allevamento

LNDC ANIMAL PROTECTION DICE BASTA.

La normativa attuale prevede l’abbattimento di tutti gli animali anche nel caso in cui ci sia un solo positivo. Questo ha portato negli ultimi mesi all’uccisione di milioni di esemplari potenzialmente sani. Rosati: “La legge e le procedure vanno riviste alla luce del nuovo quadro costituzionale, gli animali vanno tutelati tutti senza discriminazioni e in quanto individui”.

Nei giorni scorsi si è verificata l’ennesima tragedia a danno di animali innocenti. La presenza di un focolaio di influenza aviaria in un allevamento di volatili ornamentali a Conselice (RA) ha portato all’uccisione pressoché immediata di circa 1000 animali ricadenti sotto la definizione di pollame mentre, almeno per ora, gli animali esotici protetti dalla normativa CITES – come gru, fenicotteri e struzzi – sono stati posti sotto quarantena e risparmiati dal massacro. Questo infatti è ciò che prevedono il D. Lgs. 9/2010 e il Regolamento UE 2020/687 per limitare la diffusione della malattia ad altri allevamenti e ad animali selvatici.

“Questo caso del ravennate è solo l’ultimo, in ordine cronologico, ma queste esecuzioni vengono effettuate continuamente e da ottobre 2021 a oggi sono stati uccisi oltre 18 milioni di animali sulla base di questa norma”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “La cosa più scioccante è che basta un solo caso di positività per far scattare lo sterminio di massa di migliaia di animali. I test non vengono infatti effettuati su tutti gli esemplari per sopprimere, eventualmente, solo quelli infetti ma si uccide indiscriminatamente. L’unica eccezione viene fatta per gli animali protetti, che hanno avuto la fortuna di nascere della specie giusta per essere risparmiati.”

Questo modo di gestire la sanità animale non può essere più tollerato e accettato. Anche alla luce del nuovo quadro costituzionale, avvenuto con la modifica dell’articolo 9, è necessario riformare la legge e le procedure che riguardano la gestione dei casi di influenza aviaria perché ogni animale va tutelato in quanto individuo. Non è possibile considerare sempre gli animali come un insieme unico e sterminarli solo perché c’è un caso positivo al virus HPAI. Allo stesso tempo, ognuno di noi può fare la propria parte smettendo di alimentare la compravendita di carne e di animali vivi – come ad esempio quelli a scopo ‘ornamentale’, come se fossero statuine e non esseri senzienti – in modo che gli esemplari presenti in questi allevamenti siano sempre meno, riducendo quindi anche la possibilità di contrarre il virus dell’aviaria ed essere drasticamente uccisi”, conclude Rosati.

7 aprile 2022 

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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