17 Mag, 2022
Dati monitoraggio lupi

NOTIZIE INCORAGGIANTI, MA ANCORA PREOCCUPAZIONE 

Un lavoro immenso che ha impiegato tempo e risorse per restituire un quadro positivo: la popolazione di lupi è aumentata e riprende il suo ruolo fondamentale nell’ambiente. Tuttavia molti sono ancora vittime dell’uomo, investiti o uccisi da bracconieri. Rosati: “Auspico che questa notizia non venga strumentalizzata per dare il via libera agli amanti del fucile, sempre pronti a uccidere senza motivo.”

Per la prima volta in Italia è stato effettuato un importante lavoro di conteggio e monitoraggio della popolazione di lupi presente nel nostro territorio. Un lavoro che ha avuto inizio nel 2018 ed è terminato nel 2022, messo in atto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), incaricato dal Ministero per la Transizione Ecologica, mettendo in campo 3000 persone che hanno percorso a piedi 85mila km per effettuare una stima il più accurata possibile del numero di lupi che vivono nel nostro Paese attraverso avvistamenti diretti e raccolta di segni di presenza come impronte, escrementi, carcasse di ungulati predati e anche di lupi morti.

La notizia positiva è che la popolazione di questi splendidi animali è aumentata dagli anni ‘70, quando era quasi del tutto scomparsa, e pertanto si è provveduto a renderla specie protetta. Gli esemplari stimati ad oggi si aggirano intorno a 3300 in totale: circa un migliaio sulle Alpi e il resto distribuito in tutto l’arco appenninico che percorre la nostra penisola. Come accennato, si tratta comunque di una stima perché un conteggio preciso non è possibile, ma il metodo applicato è complesso e accurato e prevede un margine di errore poco significativo.

Sicuramente si tratta di una notizia considerevole per tutto l’ambiente, perché il ruolo del lupo è fondamentale nell’equilibrio degli ecosistemi e anche del contenimento naturale dei tanto temuti cinghiali”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.Purtroppo l’antropizzazione smodata delle aree montane, habitat naturale di questo prezioso animale, continua a renderlo vittima dell’uomo. Oltre un centinaio di lupi, tra il 2020 e il 2021, sono morti per motivi che nulla hanno a che fare con la loro natura. Molti sono stati investiti da automobili, ma tanti di loro sono stati anche vittime di bracconaggio ad opera di persone ignoranti e incivili, che hanno ancora il pregiudizio del ‘lupo cattivo’ e non esitano a imbracciare un fucile per uccidere senza pietà.

Quella che per gli amanti dell’ambiente è una notizia importante, ha però già suscitato preoccupazione in alcuni soggetti. L’Unione Nazionale Comunità Enti Montani, alla luce di questo aumento della popolazione, ha subito evidenziato la necessità di un “Piano Lupo” per proteggere gli investimenti di agricoltori e allevatori, rivolgendosi al MiTE. “Concordo sulla necessità di un ‘Piano Lupo’, ma solo per proteggere questo nobile animale da chi vuole difendere i propri interessi economici. È bene ricordare la recente modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione italiana, che sanciscono la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, elementi di cui il lupo è parte integrante. Auspico quindi che gli strumenti a difesa degli agricoltori e degli allevatori restino quelli già in loro possesso, ovvero recinzioni ad hoc e cani da guardia, e che l’incremento di lupi non venga utilizzato per dare sfogo agli istinti più bassi di chi vuole avere un semaforo verde per uccidere”, conclude Rosati.

17 maggio 2022

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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